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Posts Tagged ‘Concetto Maugeri’

Nonostante tutto ce la stiamo facendo anche noi. Il paese europeo più lento nello sviluppare una strategia organica di politiche del lavoro. Stiamo uscendo dagli anni bui dell’assistenzialismo caratterizzato da tanti bei provvedimenti tutti tesi ad assistere chi doveva essere privilegiato nella riduzione del costo del lavoro (giovani, donne, over 40, over 50, cassaintegrati . . . quasi tutti) e chi poteva avere un sussidio, una sorta di paracadute una volta espulso dal mercato del lavoro. E qui i diritti non erano affatto uguali per tutti.

Ma di queste cose non si è voluto parlare. Valutare è cosa difficile nel nostro paese. E i conti lo spiegano bene, quando non si valutano le ricadute si va avanti per inerzia, rispettando i precari tracciati che hanno caratterizzato le politiche del lavoro nel nostro paese come dice bene Concetto Maugeri che ha gestito le poltitiche attive del lavoro per anni in Piemonte, in un’intervista al mensile Una città http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2031.

Claudio Negro della segreteria regionale della UIL Lombardia nel suo blog fa il punto della situazione sugli effetti dei provvedimenti della cosiddetta riforma Fornero. E lo fa in modo rigoroso valutando i cambiamenti dei singoli provvedimenti volti a tutelare chi perde il lavoro. Giustamente si chiede che fine però fanno le politiche attive del lavoro.

Per adesso se ne parla poco. Non ci sono i soldi quindi non se ne parla e l’argomento è rimandato, anche perchè lo sguardo dei media è puntato sull’articolo 18. Però forse è il momento di cominciare a dirsi quali servizi servono e perchè. E poi anche chi potrebbe farli. Magari interrogandosi sull’efficacia dei servizi per l’impiego attuali, guardando i numeri ed i costi.

Qualcuno si è chiesto quanto costano le varie architetture informatiche, il software per l’incontro tra domanda e offerta. Quanto costano quelli locali e quanto quelli nazionali. Serve di più un sistema informativo di questo tipo o strutture locali capaci di integrare pubblico e privato? E chi si occupa dei disabili e delle persone in situazione di disagio?

Per capire come continuare il percorso che ci porta in Europa e ci lascia alle spalle gli anni bui dell’assistenzialismo si possono fare tante cose subito. Per esempio cominciando a valutare quanto si è fatto fin’ora. . . . dando inizio alla primavera delle politiche attive del lavoro

Sergio

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