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Posts Tagged ‘identità dell’imprenditore’

Edoardo Nesi di lavoro fa lo scrittore, di successo, ma fino a pochi anni fa faceva l’imprenditore, di terza generazione. La ditta, come dice lui, l’avevano avviata il nonno Temistocle e suo fratello Omero. A Prato, producevano tessuti come tante altre famiglie di quella città. Di lui abbiamo già scritto nella nostra newsletter

La sua carriera da imprenditore non ha avuto un inizio semplice e gli investimenti sostenuti dalla famiglia per dare una cultura manageriale sembravano destinati a naufragare in una visione del mondo molto poetica, umanistica e poco economica. A San Francisco Nesi preferiva aggirarsi sul trenino che attraversa la città più che frequentare la summer session dell’università di Berkeley.

Eppure Nesi entra piano piano nel ruolo dell’imprenditore che descrive con grande lucidità, lontano dalla retorica e parlando anche delle difficoltà, dei limiti di tanti imprenditori che andavano bene finchè il mercato tirava.

Non fa solo l’imprenditore ma coltiva il suo interesse per la scrittura e convive in un doppio ruolo che mantiene negli scampoli di tempo sotto l’occhio benevole del padre che finge di non accorgersi di questo “doppio lavoro”. Un clima di tolleranza che ammette identità diverse. Non accade spesso nelle organizzazioni.

Nesi “vede” prima dei suoi colleghi la crisi del tessile e decide insieme al padre e allo zio di vendere, lo fa nel 2004, molto prima della crisi generalizzata che raderà al suolo molti comparti dell’industria tessile.

Cambiare vita è una scelta che implica decisioni traumatiche e dolorose. Con buona pace di chi pensa che la decisione di cambiare sia unicamente il frutto della volontà. Nesi infatti lo esprime molto bene: ha pubblicato tre libri, ha deciso di vendere in tempo, prima che la crisi svalutasse tutto, l’ha fatto con il consenso del padre e dello zio, riceve i complimenti di molto suoi ex colleghi che gli dicono “hai fatto bene, hai anticipato la crisi che arrivava”. Ciononostante non è appagato anzi. Non riesce a ad evitare di “sentire quasi ogni giorno lo struggimento che mi prende (…) e non mi consente mai di provare se non l’orgoglio almeno il sollievo di aver evitato a me e alla mia famiglia una decadenza lunga e dolorosissima”.

Insomma non basta il successo per affrontare il cambiamento, bisogna elaborare le scelte. E Nesi ci scrive un libro intero per rileggere la sua storia professionale e la sua identità di imprenditore. E anche questo non succede spesso.

Ma forse sono proprio queste persone capaci di guardare “oltre” e anche “dentro” a dare spunti e suggerimenti per costruire nuovi scenari. Imprenditori consapevoli, una ricchezza per tutti.

Il libro si chiama “Storie della mia gente”, Bompiani Overlook. Buona lettura.

Sergio

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