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Posts Tagged ‘motivazione del personale’

Alla vigilia di una nuova edizione de “l’aula più stretta del mondo”, voglio condividere alcune riflessioni che riguardano il sottinteso valoriale della formazione da noi proposta.

Parlandone con i direttori del personale (vedi articolo AIDP) mi è capitato di soffermarmi sulla questione cruciale della “distanza”: l’esperienza che offriamo allontana i partecipanti dal loro contesto abituale ma li conduce in un luogo (il carcere) dove alcune tematiche – veri e propri contrafforti dell’esperienza quotidiana, e soprattutto della fatica quotidiana – sono viste molto da vicino, quasi sotto una lente di ingrandimento.

Questo gioco vicino-lontano pare sia uno degli elementi di significatività dell’esperienza formativa .Sembra quindi apparire un “bisogno formativo” nelle aziende che potremmo chiamare realistico, in quanto chiede di riflettere significativamente sui propri problemi organizzativi, pur affrontandoli attraverso una metafora.

 E quali di questi problemi urgono maggiormente? A giudicare dalle reazioni dei manager intervistati dopo l’esperienza, uno dei bisogni di fondo è dare un senso alla propria esperienza lavorativa, ovvero trovare una motivazione per i propri collaboratori che non sia il mero riconoscimento economico.

Appare a tutti i partecipanti “meraviglioso” (nel senso di degno di meraviglia) il fatto che pur lavorando in un ambiente difficile e povero, privo di leve tradizionali come gli incentivi economici, gli Ispettori della Casa di Reclusione “facciano bene quello che devono fare”.

Del resto anche intervistando gli Ispettori (vedi articolo Le Due Città) si ha conferma di come il gioco fra responsabilità individuale e vincolo organizzativo sia da loro stessi colto come un importante aspetto motivazionale in quanto fa emergere capacità personali, costituisce una modalità di apprendimento e di crescita, soprattutto dà soddisfazione perché fa funzionare le cose: “Spesso si dice che il carcere abbruttisce: tante sofferenze, tante difficoltà. Però anche tante persone che si mettono in gioco. Io ho guadagnato lavorando qui”  afferma uno degli Ispettori intervistati.

Si può concludere quindi che ad affascinare i manager e contemporaneamente a permettere agli operatori del carcere di reggere lo stress, sia proprio questo altro “gioco” che trasforma un ambiente molto rigido e molto difficile in sfida. Diventa di massimo interesse un ambiente organizzativo in cui, non avendo altre risorse e dovendo stare in vincoli organizzativi rigidi, la leva innovativa è stata individuata nella valutazione positiva delle capacità personali come motivazione all’assunzione di responsabilità e alla flessibilità; mutuando le parole del Direttore della Casa di Reclusione di Opera, Dott. Siciliano: “Cosa può insegnare alle aziende il Carcere? noi siamo un ottimo esempio di come si possa “fare” anche con poche risorse”.

Maurizio

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