Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Pubblicato da Maurizio’

L’aula più (ri)stretta del mondo  è quella che ci siamo inventati con l’Amministrazione della Casa di Reclusione di Opera e la cooperativa Galdus: un luogo in cui e da cui apprendere certamente non convenzionale, ma ricco di spunti, riflessioni, sollecitazioni assolutamente ‘generative’.

Il carcere è una realtà organizzativa che racchiude in sè molte realtà, un luogo talmente vero da risultare crudo, intessuto di sofferenza ma anche di speranza, di fatica e di responsabilità, di disvalore ma anche di forti valori. La proposta è di trascorrere una giornata in questo luogo, ed attraverso il racconto del Direttore e degli Ispettori di Polizia Penitenziaria, scoprire diversi modi di affrontare situazioni organizzative note e riflettere sulla propria esperienza.

Confrontarsi con il carcere, riflettendo su similitudini e diversità, aiuta le persone ad individuare ipotesi di intervento utilmente trasferibili nel proprio contesto lavorativo, o ad individuarne di nuove e mai esplorate…

Se volete leggere le voci di alcuni partecipanti all’esperienza e del Direttore del Casa di reclusione, il posto giusto è questo.

La prossima edizione si terrà il 17 e 18 ottobre 2011. Se siete interessati a partecipare o a saperne di più, il posto giusto è qui

Aggiornamento del 28/9/2011: articolo su Job24 del Sole 24 Ore

Annunci

Read Full Post »

Abbiamo letto il libro di Edoardo Nesi vincitore del Premio Strega, ‘Storie della mia gente‘ e ci è piaciuto parecchio.

“Immaginate un prodotto che per trent’anni non ha bisogno di essere cambiato. Immaginate un’azienda che fabbrica solo quel prodotto e, se soffre di un problema, è quello di non riuscire a produrne abbastanza per soddisfare un mercato così ampio e vitale da rendere trascurabile l’impatto della concorrenza. Immaginate di poter rimettere gli orologi sulla puntualità con cui le fatture venivano pagate a dieci giorni, nessuna contestazione, nessuna trattenuta per reclami ingiustificati, nessun fallimento, con assegni che ogni mattina arrivavano per posta dentro letterine quadrate color pastello.”
Immaginatelo con uno spasmo di malinconia e seguite Edoardo Nesi nel suo viaggio dentro la sofferenza “da globalizzazione”, quello tzunami che si abbatte rovinosamente sul mondo ottimista della piccola imprenditoria, ma che coinvolge nel ciclone anche gli straniati cinesi approdati silentemente a Prato, come in tutta Italia, e non esclude l’evocazione onirica ma molto realistica di un conflitto di etnie.
Un libro che è un regalo alla “sua gente” e a chi ha creduto nel lavoro, gente che non sa bene “dove stiamo andando, ma di certo non siamo fermi”..
Chissà che davvero, come Nesi fa dire ad un suo personaggio, “alla fine, in qualche modo, l’economia soccomberà a un atto dell’immaginazione”.

Read Full Post »

Ultimamente ci siamo occupati molto di Sportelli Socio Sanitari: i nomi variano da luogo a luogo (Punto S, Pass, Sportello Unico Socio Sanitario, Punto Unico di Accesso…), tutti nascono con l’obiettivo di semplificare la vita delle persone, aiutandole a risolvere i loro bisogni, sociali e sanitari, senza dover vagare da uno sportello all’altro ma trovando informazioni, orientamento e soluzione dei problemi in modo integrato e veloce. Hai un papà anziano che necessità di assistenza domiciliare e di una carrozzina perchè non riesce più a camminare? Non dovrai più fare una doppia trafila, prima ai servizi sociali e poi all’ASL, basterà rivolgerti allo sportello….

Detto così, semplice, direte voi. Ma come raccontiamo qui, abbiamo molto lavorato sul socio-sanitario, cominciando innanzitutto a mettere insieme gli operatori dei servizi sociali con quelli sanitari, due mondi e modi di lavorare che non sempre e non dappertutto riescono a lavorare in modo integrato.

L’integrazione dei servizi non è stata un semplice mettere insieme i pezzi, ma ha costituito la creazione di un modello nuovo, capace di comunicare con l’esterno (l’utente) e al suo interno (con i servizi erogatori), organizzando la regia del percorso di cura di chi accede.Vuol dire partire dai bisogni dei propri ‘clienti’ e poi condividere linguaggi, obiettivi, modi di lavorare, … nulla di scontato, e vale la pena investirci tempo e risorse se alla fine il risultato è utile per i cittadini e soddisfa gli operatori…

Aggiornamento del 14/4/ grazie al commento di Chiara Fornara: un’altra precedente esperienza di Punto di accesso è il Punto S

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: