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Posts Tagged ‘rete per la gestione degli inserimenti lavorativi’

blog settembreQuesto post è stato scritto da Umberto Ballabio, responsabile del Settore Lavoro della Provincia di Como e Sergio Bevilacqua, presenza abituale del blog. Entrambi coinvolti nel progetto di cui si parla nel post.

 

Il Settore Lavoro della Provincia di Como ha avviato all’inizio dell’anno un’azione di sistema “Definizione e sperimentazione di procedure e standard per favorire inserimento lavorativo dei disabili nelle aziende in obbligo e non in obbligo” nell’ambito del Piano provinciale disabili. L’azione prevede:

– Gruppo di Coordinamento: di cui fa parte Provincia, il consorzio di cooperative sociali Solco, Fondazione Minoprio, SIL di Cantù in rappresentanza dei SIL comaschi e SLO

– Gruppi di Lavoro che gestiranno la sperimentazione in tre territori della provincia

– Sperimentazione delle Doti Inserimento Lavorativo

– Interviste ad 8 aziende del territorio

– Workshop di condivisione con aziende, operatori degli enti accreditasti e dei SIL comaschi

– Corso rivolto ai tutor aziendale

– Comunicazione specificamente rivolta agli attori coinvolti nei workshop

 

Nell’ azione di sistema si intendono mettere a fuoco le buone prassi da implementare e condividere, individuando gli aspetti critici e problematici dell’inserimento lavorativo. L’obiettivo finale è l’elaborazione di una procedura comune ad enti accreditati e ai SIL per l’inserimento lavorativo in azienda concordata con i referenti del sistema imprenditoriale locale.

Nel workshop di avvio i referenti delle imprese si Impegnano a garantire l’appoggio all’ azione manifestando disponibilità ad interviste finalizzate a puntualizzare gli elementi che favoriscono e quelli che ostacolano l’inserimento dei disabili in azienda.

Prima dell’avvio della sperimentazione si definiscono in tre gruppi di lavoro territoriali (distretti di Cantù, Lomazzo e Marianco C.se) le caratteristiche generali che consentiranno lo sviluppo dell’azione di sistema.  Quindi si definiscono i ruoli coinvolti nella gestione di scouting e tutoraggio; i contenuti della formazione rivolta ai tutor aziendali, si articolano le caratteristiche della Dote sperimentale di Inserimento Lavorativo e si definiscono gli strumenti di incentivazione delle imprese. Infine si formalizza una prima versione di procedura per le fasi di scouting e tutoring. I tre gruppi elaborano documenti che vengono analizzati, valutati e infine validati dal Gruppo di Coordinamento che mantiene la regia del progetto.

Si ritiene molto importante la prima verifica con il mondo aziendale rappresentata dalle interviste ad aziende che hanno già avuto esperienze di inserimenti lavorativi. L’individuazione del campione è un processo complesso. Inizialmente si ipotizza la necessità di dare rappresentanza al mondo produttivo del territorio diversificando il campione in base a collocazione territoriale, settore merceologico, presenza o meno dell’obbligo all’assunzione dei disabili. Successivamente si opta per aziende con cui la relazione è stata significativa per la collaborazione che si è realizzata nel recente passato.

Il cambiamento è dovuto al fatto che si ritiene importante avere la possibilità di indagare cosa ha funzionato e cosa invece ha creato problemi nella gestione degli inserimenti. E’ quindi prevalsa l’idea di un approfondimento critico dei passaggi del processo di inserimento più che un’analisi descrittiva  visti i numeri dei soggetti intervistati.

Cosa emerge dalle interviste. Intanto un atteggiamento molto particolare nei confronti dell’inserimento lavorativo delle persone disabili. Se si è scelto di intervistare referenti aziendali disponibili, la prima conseguenza è la grande disponibilità verso il tema; ovviamente tutte hanno avuto almeno un’esperienza di inserimento lavorativo.

Meno scontato è il ruolo dei referenti: 3 su 8 ricoprono un incarico nelle associazioni datoriali. Altri 2 partecipano attivamente a gruppi tematici organizzati dalle associazioni. Ci troviamo di fronte a referenti che svolgono un ruolo attivo nella vita sociale delle associazioni di rappresentanza.

In genere le valutazioni dell’inserimento lavorativo sono effettuate con grande attenzione e le 8 realtà (è stata considerata anche una cooperativa sociale) si esprimono in modo globalmente positivo sull’esperienza. Emerge l’importanza dell’affidabilità: l’elemento fiduciario fra azienda ed ente inviante è fondamentale per la riuscita dell’inserimento del disabile. Consente la soluzione di problemi che sono ritenuti inevitabili.

E’ interessante approfondire questo passaggio dell’intervista vedendo cosa hanno risposto gli intervistati alla domanda “Cosa ha aiutato il processo di inserimento”. Emerge l’importanza degli attori: la famiglia, la rete l’ente inviante e delle modalità adottate dagli enti. Sono considerati essenziali: obiettivi chiari, caratteristiche della persona coerenti con la postazione individuata, affiancamento da parte dell’ente, la presenza del tirocinio.

E’ interessante notare che le imprese che hanno avuto esperienze di inserimento di persone disabili hanno la consapevolezza del proprio ruolo. Infatti fra gli elementi che aiutano vengono indicate anche le modalità adottate dall’azienda, in particolare un clima interno favorevole, l’attenzione alla persona disabile, la sensibilità dei dipendenti e anche la presenza del tutor aziendale.

Circa la figura del tutor, individuata nell’ambito dell’azione di sistema come figura strategica, c’erano molte curiosità. La maggioranza degli intervistati la giudica una figura importante, che debba disporre di competenze relazionali e porsi il problema di conoscere l’utente.

E’ interessante analizzare anche cosa non agevola l’inserimento: la scarsa conoscenza reciproca fra utente e azienda, abbinamenti utenti-azienda poco efficaci, difficoltà di continuità interlocuzione con i servizi invianti. In generale elementi che determinano una modalità di gestione che non considera l’importanza delle caratteristiche dei diversi attori in gioco nel processo di inserimento lavorativo. Ma anche la presenza rassicurante dei servizi come elemento di riferimento per i referenti aziendali. Elemento quest’ultimo confermato nella richiesta di giudizio sul servizio di supporto fornito.

Infine è utile constatare l’atteggiamento degli intervistati nei confronti degli incentivi all’assunzione delle persone disabili e al sostegno della funzione del tutor aziendale previsti dalla sperimentazione. Emerge un atteggiamento in generale positivo, ma l’automatismo per cui la disponibilità da parte delle aziende è sostanzialmente condizionata dalla presenza di un incentivo all’assunzione è messo in discussione. Infatti la presenza dell’incentivo è ritenuto determinante per l’assunzione delle persone disabili in 5 casi su 8 e  non è ritenuto significativo per il ruolo del tutor in 5 casi.

Le interviste ritornano un quadro interessante: imprenditori attenti, attivi nella vita delle proprie associazioni, possono diventare interlocutori con cui costruire relazioni destinate a durare nel tempo. Purchè si mantenga un livello di affidabilità e di presenza da parte di enti accreditati e dei SIL.

L’azione di sistema procederà approfondendo le modalità di collaborazione a proposito della condivisione delle informazioni relative alle aziende e relative all’utenze. E ovviamente si procederà con la sperimentazione degli inserimenti per verificare quanto emerso nel corso delle interviste e per puntualizzare una procedura che precisi i ruoli dei diversi attori impegnati nella gestione di un processo di inserimento lavorativo di qualità

 

Umberto Ballabio, Sergio Bevilacqua

 

Il Gruppo di Coordinamento vede la presenza di Lidia Frigerio, Responsabile del Collocamento Mirato Disabili della Provincia di Como, di Michele Borzatta ed Erika Clerici del Consorzio Solco di Como, di Giovanni Rossoni della Fondazione Minoprio, di Teresa Colombo e Barbara Casati del SIL di Cantù e di Erica Contrafatto di SLO.

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